La visita del Presidente della Repubblica in Basilicata

18-19-20 Settembre 2001


Gli articoli sono tratti da "La Gazzetta del Mezzogiorno" on-line 

 

Tra gli appuntamenti in programma, l'inaugurazione del Liceo classico «Flacco» e la celebrazione del trentennale dello Statuto della Regione
Benvenuto in Basilicata, Presidente Ciampi
Oggi il Capo dello Stato è in visita a Potenza. Domani sarà a Matera




MIMMO SAMMARTINO 


Benvenuto Presidente Ciampi. Benvenuto nel Paese che fu raccontato da Carlo Levi. Un Paese che gli appariva fuori dal Tempo e dalla Storia. Ma ciò nonostante con una propria storia. Un Paese che, nonostante tutto, ha camminato. E' cambiato. Un Paese deciso a non autocommiserarsi, nonostante gap storici e terremoti ricorrenti, ma che non rinnega la propria identità e la propria cultura. Perchè crede che l'omologazione non sia un guadagno e che le differenze vadano considerate una ricchezza e non un problema. 
Benvenuto nel Paese intraprendente (anche più di quanto avviene nell'Italia «che conta») che sa valorizzare e usare le proprie risorse; mettere a frutto i finanziamenti dell'Europa; praticare, nel concreto, il federalismo (con i trasferimenti più cospicui verso Province e Comuni). Un Paese che è deciso a misurarsi con l'innovazione, con le nuove tecnologie e che lavora per favorire l'alfabetizzazione informatica delle famiglie lucane (si pensi al progetto «un computer in ogni casa»). Un Paese che ha trovato metodo e linguaggio per dialogare proficuamente con altre Regioni (a cominciare dalla vicina Puglia) perchè è convinto che le risorse non possano essere sottratte ma neppure svendute a cuor leggero. Bisogna invece decidere come governarle con sapienza e saggezza. 
Benvenuto Presidente nel Paese che progetta il futuro nonostante senta gravare su di sè l'antica «colpa» dell'isolamento, della perifericità, del denaro che qui costa più caro, della disoccupazione cronica. E con i zelanti ragionieri della politica che lo bollano come «realtà poco conveniente» e perciò destinata a una ineluttabile estinzione, come i lupi dell'appennino, i panda dell'Himalaia e i falchi grillai. Ma è un Paese che non si rassegna. 
Benvenuto nella regione del Sud che non s'è lasciata strangolare dalle mafie e che continua a credere nel valore di un federalismo solidale e non egoistico, in cui il forte non se ne infischi del debole. Un federalismo che sa di affondare le proprie radici nei valori dello Stato unitario e della casa comune europea. 
Benvenuto Presidente nel Paese in cui c'è ancora tanta gente - anche giovani e ragazzi - che sono legati alla propria terra, al proprio mondo, alla propria gente, alle proprie tradizioni. A quei paesi lontani da autostrade e aeroporti che restano abbarbicati alle montagne antiche. Giovani cocciuti. Convinti che, il giorno in cui dovessero prendere la valigia per partire, in quegli abitati si spegnerebbe l'ultima luce. E per questo si battono per mantenere in quei posti scuole, presidi sanitari, opere di civiltà. Perchè pensano, con caparbietà, che anche qui si possa e si debba progettare un futuro. Con eguali opportunità e diritti di cittadinanza, signor Presidente. Anche se i lucani sono pochi (ma c'è un'altra Lucania sparsa per il mondo). 
Eccoli i piccoli numeri che ci danno torto. Ed ecco le grandi ragioni che qui vogliamo credere possano contare almeno quanto l'aritmetica. Ragioni che affermano il bisogno di pluralità e di differenze capaci di unire e non di dividere. Capaci di aiutare la comprensione. Perchè oggi abbiamo scoperto che non è più a Eboli che Cristo si è fermato, ma dinanzi al muro dell'intolleranza, del fanatismo e di ogni genere di pregiudizio. Benvenuto in Basilicata, Presidente Ciampi.


POTENZA, ORE 19: ARRIVO E «BAGNO DI FOLLA»


POTENZA Potenza, ore 19. Al campo scuola di Macchia Romana atterra l'elicottero del Presidente Ciampi. Un gruppo di ragazzini delle abitazioni della zona, dai balconi, lo acclama. Il Capo dello Stato li saluta con la mano. Insieme alle autorità c'è una bambina (è la figlia dell'assessore comunale Luigi Chiriaco) che consegna alla signora Franca un mazzo di fiori. Poi la corsa in auto verso Piazza Prefettura. Alle ore 19.15, il «bagno di folla». Applausi. Ciampi si concede alla gente che si accalca ai cordoni delle forze dell'ordine. «Sei unico», gli grida una signora. La sicurezza cerca di mantenere la gente a debita distanza, ma c'è una vecchietta che dà pensieri: è la più intraprendente. Applaude e non vuole sentir ragioni. Proprio non si rassegna a restarsene indietro. Quando Ciampi entra in Prefettura, la vecchietta sorride e saluta i poliziotti: «Grazie di tutto». All'uscita dalla Prefettura il Presidente commenta: «Grazie Potenza per questa accoglienza». Poi, rispondendo a una domanda, assicura: «Il mondo ce la farà a salvarsi. Prevarrà la solidarietà fra i popoli». mi.sa.


POTENZA Ciampi a Potenza è un avvenimento di importanza, definita dalla gente di Potenza, storica. Si sprecano ........


POTENZA Ciampi a Potenza è un avvenimento di importanza, definita dalla gente di Potenza, storica. Si sprecano gli apprezzamenti verso il Capo dello Stato, supremo garante dicono, della democrazia nazionale. E, le quotazioni del Presidente della Repubblica sono in ascesa nella nostra città, anche in considerazione delle parole espresse subito dopo i tragici eventi Americani. E' una visita che lascerà il segno, secondo molti, a patto che le Istituzioni Lucane, di governo e di opposizione, riescano ad offrire una immagine della città, non solo scenograficamente abbordabile, ma anche e soprattutto di quella parte nascosta, assai brutta, dove i residenti chiedono da sempre la soluzione dei più elementari problemi.Una visita non solo di facciata, che deve significare mettere sul tappeto le grandi e mai risolte questioni del Capoluogo e di tutta la Regione. Solo a queste condizioni, questa visità assumerà un significato di portata rilevante. La gente di Potenza, nello struscio di via Pretoria, quello mattutino, si lascia avvicinare e quasi chiede di essere intervistata. E' la questione meridionale a tenere banco. Quella discussa mille volte, per la quale si è fatto poco e niente, nonostante il Sud sia pieno di talenti e di professionalità. Discorso a parte meritano gli ultimi tragici avvenimenti Americani. Punire i colpevoli, senza però sparare nel mucchio, colpendo quanti hanno interesse a mettere in pericolo la pace sul pianeta. Giovani e meno giovani, chiedono con insistenza lavoro e sicurezza, anche se in molti di essi le perplessità sono fortissime. Molto sentito anche il discorso relativo ai privilegi dei Politici, garanti solo delle rendite personali, senza distinzione fra destra e sinistra. Potenziamento delle infrastruttute, soprattutto delle vie di comunicazione, in una Regione, che per svilupparsi ha bisogno anche di facilitare le vie di comunicazione se è vero come è vero che per raggiungere Potenza da Corleto Perticara ci vogliono due ore di macchina. Unanime è anche l'opinione dei Potentini sui servizi pubblici, molto scadenti diconoi, che offre la città. Un capoluogo, secondo alcuni, che continua a morire e che non sembra essere oggetto di attenzione da parte di nessun movimento politico, una città che offre poco e niente ai giovani. Anche la vicenda «Terremoto», sembra essere dimenticata, il Potentino ed il Lagonegrese vivono ancora un evidente disagio, a causa della lentezza o del blocco totale della ricostruzione, anche su questo Ciampi dovrebbe intervenire. L'aspetto razziale comprende una serie di quesiti che l'uomo qualunque porrebbe al Presidente della Repubblica. E' comune il convincimento che la tolleranza è indispensabile, non tutto ciò che è straniero è sinonimo di delinquenza, ma chi non rispetta le regole deve essere giudicato e punito. Insomma una visita, quella di Ciampi, che la gente attende con grande interesse, in un momento definito particolare e pericoloso. 


f.l.r. 
lareginaf@interfree.it


Secondo le previsioni il programma si concluderà con un volo effettuato sull'area archeologica del Metapontino
Domani la visita del Presidente
Tutti gli appuntamenti dell'intensa giornata di Ciampi


MATERA – Si arricchisce di nuovi particolari il programma della visita del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Gli uomini del Cerimoniale stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli. E quindi, l'ufficialità sarà davvero tale solo all'ultimo momento. Ad ogni modo, il Capo dello Stato, secondo il ruolino di marcia provvisorio, è atteso domani mattina, poco dopo le 10, sul belvedere di Murgia Timone. Ad attenderlo ci saranno il Prefetto, Elio Priore, che accompagnerà il Presidente in ogni suo spostamento, e il Sindaco, Angelo Minieri. L'ingresso in città, stando alle ultime informazioni (ma tutto può cambiare anche all'ultimo momento) dovrebbe avvenire attraverso via Dante. L'arrivo in Prefettura (gli uffici rimarranno chiusi al pubblico) è previsto subito dopo le 10,30. All'interno del Palazzo del Governo, prima di incontrare esponenti istituzionali e autorità cittadine, Ciampi avrà un colloquio privato con l'arcivescovo, mons. Antonio Ciliberti. Nel salone di rappresentanza, il saluto al Presidente sarà formulato - nell'ordine - dal sindaco, Angelo Minieri, dal presidente della Provincia, Giovanni Carelli e dal presidente della Giunta regionale, Filippo Bubbico. Alle loro parole farà seguito una comunicazione del Capo dello Stato. Se il programma verrà rispettato, subito dopo, intorno a mezzogiorno, Ciampi visiterà in anteprima la mostra sui Diritti umani nel mondo contemporaneo che sarà inaugurata ufficialmente dopodomani al palazzo dell'Annunziata. Successivamente, il corteo presidenziale si sposterà in via Moro, nella sede municipale. Al sesto piano, così come vuole la tradizione riservata a tutti gli ospiti illustri, ci sarà la trascrizione della dedica presidenziale all'albo d'onore del Comune. Dedica che sarà letta subito dopo al cospetto del Consiglio comunale. Per la massima assemblea cittadina, sarà il presidente del Consiglio, Giovanni Magariello, a leggere il messaggio di saluto della città al Presidente. 
La mattinata si chiuderà con il rientro in Prefettura. È prevista una colazione privata e una pausa di riposo. Sempre in Prefettura, intorno alle 16, è previsto l'incontro con i responsabili del mondo del volontariato della provincia. Poi, sarà la volta, di una breve visita agli antichi rione tufacei cittadini. Sono programmate tre soste: San Pietro Barisano, la Fondazione Sassi e le chiese rupestri della Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, sede dell'annuale mostra estiva di scultura. 
L'ultima tappa cittadina sarà destinata alla visita al nuovo ospedale in via di ultimazione in contrada Chiancalata. Poi, dopo il congedo da Matera, gli uomini del Cerimoniale prevedono la possibilità di sorvolare la zona archeologica del Metapontino. Sull'altipiano murgico, nei Sassi e a ridosso dello Jonio toccherà ai responsabili delle Soprintendenze lucane illustrare le caratteristiche dei luoghi prescelti per la visita. 
Con ogni probabilità, almeno durante, il passaggio del corteo presidenziale, alcune strade cittadine resteranno temporaneamente chiuse al traffico. Poichè il percorso non è stato ancora definito nei dettagli, non è ancora stato possibile conoscere con precisione in quali zone scatteranno i divieti. Ma con ogni probabilità saranno interessate via Dante, via XX Settembre, via Roma, via Moro e i principali percorsi che conducono ai Sassi e al nuovo ospedale. p.d.


Un ospite d'onore di eccezione per l'inaugurazione della rinnovata sede della scuola quasi bicentenaria
Amate questa terra dai forti valori
Il messaggio agli studenti del liceo classico Orazio Flacco



Potenza Ospite d'onore di eccezione per l'inaugurazione della rinnovata sede del liceo Classico Potentino «Quinto Orazio Flacco». La prestigiosa istituzione scolastica potentina, che si avvicina al traguardo dei duecento anni di età (essendo stata fondata nel 1807), ha accolto festosamente tra le sue mura, ieri mattina, il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e signora. 
E il presidente, dopo aver ascoltato i messaggi di due giovani studenti, un po' si è raccontato. Dalla maturità classica, presa negli anni difficili immediatamente prima del secondo conflitto mondiale, ad una breve esperienza, anche questa volta in un liceo classico, come insegnante di italiano e latino. «Poi, come sapete, ho fatto altro - ha detto Ciampi - ma è certo che quella preparazione culturale, quella preparazione al dialogo, quella curiosità di capire le cose, mi accompagnano tutt'ora». 
Poi, l'invito agli studenti a viaggiare, ad arricchirsi culturalmente e a ritornare alla terra di origine per favorirne la crescita. «Siete nati - ha detto Ciampi - in una regione che ha un bel tasso di scolarità e di cultura universitaria. Meno bello è il tasso di occupazione, ma dovete aiutare voi stessi a trovare e a creare il lavoro». Il riferimento, naturalmente, è agli aiuti statali per l'imprenditoria giovanile. 
«Amate questa vostra Basilicata -, ha detto ancora Ciampi - perché è una terra che più di altre ha saputo mantenersi saldamente ancorata a valori come la famiglia, la fedeltà a se stessi, la consapevolezza e il rispetto della dignità umana al di là di principi e credo religiosi specifici». 
Un concetto, questo, del resto, richiamato anche dal preside dell'istituto, Raffaello Mecca, nel suo indirizzo di saluto iniziale, nell'esprimere solidarietà per le vittime degli attentati in Usa «La nosrra solidarietà e profonda - aveva detto Mecca - ma non si deve mai dimenticare che il terrorismo non è figlio dell'Islam ma della depravazione». 
Per i giovani e per la pèace sono state le ultime parole di ciampi nel lasciare l'istituto dopo aver firmato il registro d'onore: «La violenza produce rovine, l'amore genera la pace - ha detto citando l'iscrizione in calce ad un monumento costruito 50 anni fa a Gorizia, al confine tra l' Italia e la Yugoslavia, l'attuale Slovenia -. Capisco i problemi dei giovani e anche il loro desiderio di maggiore sicurezza e al tempo stesso la loro grande forza, che hanno dentro e che è il nostro futuro. Per questo è importante la scuola e la consapevolezza del ruolo dell' Italia e dell' Europa per la pace». 



Giovanna Laguardia


Il colloquio si è svolto in forma riservata
Incontro con il vescovo 
su pace e occupazione



POTENZA Arriva con qualche minuto d'anticipo rispetto all'orario previsto, saluta la piccola folla radunata sotto la Prefettura e poi velocemente entra nel portone del Palazzo del Governo. Sono le 9 e 15 quando monsignor Agostino Superbo, arcivescovo metropolita di Potenza, incontra il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Un colloquio privato durato circa mezz'ora nel corso del quale sono stati affrontati temi diversi, ma soprattutto quello del lavoro e della pace nel mondo. 
Un tema particolarmente sentito anche tra le popolazioni lucane soprattutto ora in cui gli atti terroristici di New York hanno portato all'attenzione i rischi di un conflitto. «. E' stato un incontro piacevole, sereno. Abbiamo parlato in particolare dei problemi della regione, dei giovani, della questione del lavoro» ha commentato l'arcivescovo, uscendo dalla Prefettura al termine dell'incontro. 
a.i.


Fierro regala un quadro, Ciampi scrive una lunga dedica sul libro del Municipio
Esaltato l'orgoglio dei potentini
L'incontro con l'intero Consiglio Comunale di Potenza



POTENZA La dedica che il Presidente Ciampi ha scritto sul libro d'oro del Comune, nella Sala degli Specchi del Teatro Stabile, è emblematica del suo pensiero: «A Potenza città insignita della medaglia d'oro per la valorosa partecipazione al risorgimento nazionale; a Potenza capoluogo di una regione di antica civiltà, oggi impegnata in un vigoroso processo di crescita economica e sociale, che ha saputo coniugare la tradizionale operosità della gente lucana e l'appartenenza alla moderna tecnologia con le opportunità offerte dalla dimensione europea del nostro sviluppo, l'augurio fiducioso di trovare in una rinnovata centralità mediterranea più larghi spazi e occasioni di progresso; a Potenza un ringraziamento vivo per l'affettuosa accoglienza». E' arrivato tra i consiglieri comunali di Potenza, accompagnato dal sindaco e dai presidenti della Regione, Bubbico, del Consiglio Regionale Mitidieri, della Provincia, Santarsiero. Ha stretto la mano a tutti insieme con la signora Franca ed ha ascoltato, attento, il saluto di un minuto del presidente del Consiglio Comunale, Roberto Falotico, che lo ha ringraziato «per aver visitato la nostra città, di aver incontrato i nostri concittadini e con loro i rappresentanti delle massime istituzioni locali e della società civile. Le esprimo un sentimento di gratitudine per quanto sta facendo in questo momento drammatico per il mondo intero. La nostra comunità innamorata dei valori che ci legano alla Patria - ha aggiunto Falotico - le chiede di farsi portavoce in tutte le sedi possibili e competenti, prima di ogni altro grave problema, del bisogno ora più che mai di vivere in questo mondo per ogni essere umano in modo libero, civile e sereno. Nella brevissima ma intensa permanenza nella città di Potenza, spero voglia apprezzare la storia, la cultura, l'umanità che esprime una piccola, ma orgogliosa comunità come è la nostra». Il Presidente Ciampi ha quindi elogiato il popolo lucano, l'orgoglio dell'appartenenza, l'intensità del sentimento e la capacità di tradurla in comportamenti coerenti. Un'esaltazione ai valori, insomma, per superare con prudenza il difficile momento. 



Donato Pace


Quattro anni dopo la visita da ministro e sei dopo quella di Scalfaro le attese della città non sono cambiate
Il ritorno di Ciampi tra i materani
Incontro con il Presidente sui temi della pace e dello sviluppo


MATERA – Il ritorno di Carlo Azeglio Ciampi. Era stato a Matera il 14 novembre del '97 da superministro dell'Economia del Governo Prodi. La sua giornata fu assorbita da un convegno sulle esperienze amministrative maturate in Europa. Ora ritorna da Presidente della Repubblica, per una sosta più lunga. Dalla visita del suo predecessore, Oscar Luigi Scalfaro, sono trascorsi sei anni. Niente a confronto con il lungo digiuno dal quale usciva Matera. Mai prima di Scalfaro un Presidente della Repubblica aveva messo piede in città. E oggi la presenza di Ciampi è un'altra spallata ad una tradizione sfavorevole. Ma non per questo si attenua l'ansia dei materani di incontrare l'uomo del Colle. «Lo Stato ha un debito con Matera», venne a dire Scalfaro. Si riferiva alla scarsa attenzione avuta dai Governi per il rafforzamento della rete di infrastrutture. In particolare, strade e ferrovia. Il Presidente gentiluomo si impegnò proprio su quest'ultimo punto. Ma non ha avuto il tempo per veder compiute le sue volontà. In altre parole, consegna idealmente il suo testimone a Ciampi. Oggi le rivendicazioni della città sono identiche a quelle di sei anni fa. «Matera è l'unico capoluogo di provincia in Italia non collegato con le Ferrovie dello Stato, con una tratta in costruzione da ben 10 anni e mai completata, centinaia di miliardi spesi senza alcuna finalità», ricordano a Ciampi gli imprenditori dell'Associazione delle piccole e medie industrie della provincia in una lettera aperta. Oggi, di fronte all'ultima tragedia americana, a quei 18 minuti che hanno sconvolto il mondo, ogni richiesta rischia di apparire esagerata rispetto ad interessi collettivi che si focalizzano intorno ai valori primari della pace e della solidarietà tra i popoli. Ha saputo guardare lontano il sindaco Angelo Minieri impegnando, molti giorni prima dell'attacco terroristico agli Usa, la giornata materana di Ciampi su quei temi. Ma è anche vero che tanto orrore come quello consumato contro Manhattan e il Pentagono ha rafforzato i baluardi della civiltà. Una civiltà che ha bisogno di essere ulteriormente affermata, ovunque. Per sradicare le ragioni dell'odio. Ma non ci può essere civiltà senza la garanzia di condizioni di pari dignità e pari opportunità. Su questo tema Matera ha da far sentire la sua voce. Non solo perché il suo territorio è ancora privo di quelle opere assicurate ad altre aree del Paese, ma in quanto parte di una regione privata delle sue risorse primarie, acqua e petrolio, senza adeguate contropartite. Risorse che non possono essere unicamente assoggettate a ragioni di mercato. Non può essere l'economia il garante di principi di equità e solidarietà. Pace e sviluppo sono le parole che riassumono l'agenda dei desideri dei materani. Oggi incontrano Ciampi senza cappelli in mano. Viene dagli imprenditori del salotto il migliore esempio di come riescano a reagire, con fatica e con sudore, agli svantaggi dell'isolamento. Ma nella battaglia per la civiltà non possono essere lasciati soli. 



Emilio Oliva


Visita in anteprima del Capo dello Stato e consorte
La città dei diritti umani
Una mostra al Palazzo dell'Annunziata


MATERA – «Cosa stai facendo per gli altri?». È l'interrogativo che si poneva Martin Luther King. «Non dite che un giorno o l'altro lo farete, ora è il momento. Non dite che qualcuno lo farà, quel qualcuno siete voi». Sensibilizzare sempre più persone al tema dei diritti umani, facendo nascere nel singolo il desiderio e la decisione di fare qualcosa, è l'obiettivo della mostra «Matera, città dei diritti umani». In anteprima, sarà il capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, a visitarla in mattinata. Durante la vista, il Presidente e la signora Franca Ciampi saranno accompagnati dal sindaco, Angelo Minieri, dal presidente della Provincia, Giovanni Carelli, dal presidente e direttore dell'Istituto Buddista italiano Soka Gakkai, Mitsuhiro Kaneda e Giovanni Lettera, nonchè da Silvia Rosselli, figlia di Carlo Rosselli, il più giovane dei fratelli Rosselli. 
La mostra, promossa dal Comune, in collaborazione con l'Istituto Buddista italiano Soka Gakkai si inaugura al pubblico domani mattina alle 13, negli spazi espositivi del Palazzo dell'Annunziata. L'esposizione si propone di coinvolgere il visitatore a partire dalla narrazione di storie vere, raccontate in prima persona, secondo una logica che partendo dal singolo arriva a descrivere una realtà più ampia di violazione dei diritti umani. Nello specifico, l'iniziativa affronta il tema dei diritti umani attraverso l'esempio della città intesa come unità base della società. È stata quindi ricostruita una città ideale e alcuni luoghi fisici: la casa bombardata, la bidonville, il porto, la strada, il Municipio, luoghi dove i diritti umani possono essere osservati nella loro applicazione quotidiana e non nella loro formulazione astratta e dove il visitatore può prendere coscienza delle violazioni e delle possibili soluzioni. 
Dal punto di vista spaziale, si accede alla mostra attraverso un'immaginaria frontiera che conduce all'area tematica dei «rifugiati», dove ogni visitatore diventa idealmente un profugo. La visita prosegue secondo un percorso libero che tocca altri spazi tematici: guerra, pena di morte, povertà, discriminazione, infanzia. All'uscita del percorso vengono lanciate nuove sfide al XXI secolo: «La pace non è qualcosa che possiamo lasciare ad altri in luoghi distanti, ma qualcosa che dobbiamo creare giorno per giorno con i nostri sforzi di coltivare la cura e la considerazione degli altri, forgiando legami d'amicizia e fiducia nelle nostre rispettive comunità attraverso le nostre azioni e il nostro esempio» (la frase è di Daisaku Ikeda, presidente della Soka Gakkai International). A questo punto, il visitatore è a tutti gli effetti «cittadino dei dritti umani» e per questo nel Municipio della mostra viene assegnato il passaporto della città. 
L'esposizione, aperta al pubblico fino al 6 ottobre, utilizza vari supporti multimediali (testi, immagini, video, suoni, scenografie, luci e voci) sviluppandosi secondo una logica ipertestuale. Principali destinatari sono gli studenti e, più in generale, i giovani cui è affidato il compito di costruire un futuro di rispetto per i diritti umani e la dignità della vita. Ma anche il pubblico adulto potrà trovare nella mostra (la sua prossima destinazione è Firenze) ampi motivi di interesse e coinvolgimento. Per le scuole sono previste visite guidate, tenute da animatori volontari appositamente preparati. Ma è a disposizione anche un sito internet (www.mostradirittiumani.it) con informazioni e una mappa virtuale dell'esposizione.


A pranzo pietanze leggere e sapori mediterranei

MATERA – Sarà il Gruppo Schiuma a preparare il pranzo presidenziale. Un'azienda cittadina nata nel '45 che oggi conta una cinquantina di dipendenti e un fatturato di circa 6 miliardi. Sono tre fratelli a gestire l'impresa paterna. Nicola, il papà, ha avviato un'attività molto nota a Matera e dintorni. Adesso, è il momento dei figli, Francesco, 47 anni, che tra l'altro è laureato in chimica, Rocco, che fin da ragazzino si è occupato degli aspetti legati al settore produzione, e Mario, il più piccolo, 34 anni, che ha in tasca anche un brevetto di pilota d'aerei. Insieme gestiscono una pasticceria, una sala ricevimenti in contrada Rondinelle e servizi d'avanguardia di catering e banketing ed altro tipo di eventi esterni. 
È un èquipe di chef che si è occupata del pranzo presidenziale. Ma l'ultima parola, come sempre, spetta a Rocco. Il suo occhio esperto non ha mai sbagliato. Il pasto sarà costituito da pietanze leggere e privilegerà i sapori tipici della cucina mediterranea. Il menù parte con un antipasto di gamberi, filetti di salmone di Scozia e di pesce spada affumicato serviti in un cestino di grana. Due i primi piatti. Si tratta di pasta fresca preparata con la farina di Matera. Il primo è condito con sugo a base di crostacei e il secondo con funghi cardoncelli, prodotto tipico della Murgia Materana. Il secondo piatto sarà a base di filetto di cernia e subito dopo sarà la volta di un «piatto sublime di frutta su crosta brusè». La frutta scelta è quella coltivata nel Metapontino. Chiuderà un gelato artigianale, il celebre zuccotto del Caffè Schiuma. Sulla tavola non mancherà il fragrante pane di Matera. Mentre per quanto riguarda i vini saranno serviti i pereferiti del Presidente, Trebbiano e Montepulciano. 
Curerà l'addobbo floreale la flowers design Rita Padula che per l'occasione ha privilegiato alcuni fiori africani, le Pratee Waratha. I colori, prevalentemente, esalteranno i toni del rosso e del verde.


Nell'auditorium del Conservatorio l'incontro con le autorità locali. Affrontati temi internazionali e locali
Da Potenza un messaggio di pace
Il Capo dello Stato: «Un'alleanza contro il terrorismo»



Potenza Un percorso dialettico che si è snodato lungo temi di respiro internazionale (terrorismo, pace in Medio Oriente) fino a toccare questioni strettamente locali (disoccupazione, formazione professionale, infrastrutture). Carlo Azeglio Ciampi è tornato a Potenza da Capo dello Stato: c'era già stato nel 1998 quando era ministro del Tesoro. Un ritorno all'insegna dell'amicizia con il popolo lucano, del ritrovato patriottismo e di riflessioni su grandi questioni. A cominciare dal riferimento alla tragedia americana delle «twin towers». 



Terrorismo 


«La risposta a questo attacco di terroristi, che sono nemici di tutti i governi civili in ogni parte del mondo - ha detto Ciampi durante l'incontro con le istituzioni locali che si è svolto nel Conservatorio di Potenza - dovrà venire non dal solo Occidente ma da una vasta alleanza di cui siano partecipi tutti i Paesi che vogliono la pace. E' nel nome di questa alleanza che si dovranno colpire, fino a sradicarle, le organizzazioni terroristiche. 
Creare questa alleanza - ha aggiunto - è un compito prioritario per l'Italia, per l'Unione europea e per l'America, primo bersaglio di questa cieca violenza; lo è non meno di quanto lo sia punire duramente i terroristi e i loro ispiratori». 


Guerra di fede 


Di fronte all'intreccio tra principi religiosi e attentati terroristici Ciampi si è detto inorridito: «Ma - ha detto il presidente della Repubblica Carlo - non dobbiamo in alcun modo identificare le imprese terroristiche e i loro protagonisti con i fedeli di quella che è stata e rimane una grande religione e cultura: l'islamismo, che ha tanto contribuito anche alla crescita della nostra civiltà. 
I musulmani, cittadini italiani o immigrati, che vivono oggi numerosi anche in Italia, meritano tutto il nostro rispetto e non vanno demonizzati». 


Pace nel mondo 


L' incontro che appare imminente fra il Presidente dell'Autorità palestinese, Yasser Arafat, e il Ministro degli Esteri di Israele, Shimon Peres, «è uno spiraglio che si apre» per la pace in Medio Oriente. E' quanto Ciampi ha sostenuto ieri durante un breve colloquio con i giornalisti che lo attendevano davanti alla prefettura di Potenza. «E' uno spiraglio che si apre - ha aggiunto nel corso dell'incontro al Conservatorio - e che bisogna anche noi aiutare a far diventare veramente l'inizio della pace». «Confidiamo con tutte le nostre forze - ha sottolienato il Capo dello Stato - perchè si affermi finalmente la pace. Il Mediterraneo, e noi ne siamo al centro, dovrà tornare ad essere centro di civiltà e di benessere. Le due sponde del Mediterraneo devono dialogare». 


Disoccupazione 


Da temi mondiali a problemi locali. Nel prendere atto dei passi in avanti compiuti dalla Basilicata, «regione - ha detto - dinamica e cambiata in meglio», Ciampi si è soffermato sulla piaga sociale del Sud: la disoccupazione. Fuori dal discorso del protocollo, il Capo dello Stato ha puntato l'accento sulle difficoltà che incontrano i giovani lucani, pur altamente scolarizzati, a trovare lavoro: «Occorre - ha spiegato - trovare un punto di contatto tra istituzioni, imprese e scuola per consentire alla formazione di venire incontro alle esigenze del mondo imprenditoriale». 


Elogi ed orgoglio 


Una regione attraente, priva di delinquenza organizzata e con una manodopera scolarizzata, di ottimo livello. Ciampi ha speso parole di elogio per la Basilicata. Come fece nel '98. «Ma - ha subito smorzato l'autocompiacimento dei politici presenti al Conservatorio - non inorgoglitevi troppo. Ho potuto fare constatazioni simili in molte altre città del nostro Paese, da un capo all'altro della penisola». 


L'abbraccio con Colombo 


La giornata potentina di Ciampi è cominciata con il saluto affettuoso all'ex presidente del Consiglio Emilio Colombo, che lo attendeva davanti al Conservatorio insieme ad oltre trecento amministratori locali, dirigenti delle associazioni del mondo del lavoro, dirigenti delle amministrazioni dello Stato. 
Ciampi e Colombo hanno avuto una breve conversazione, corredata da sorrisi e cenni d'intesa. Prima di essere coinvolti nuovamente nel protocollo della visita ufficiale. 


Massimo Brancati


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