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diretto
da Ulderico Pesce
Email:
ricope@tiscalinet.it
Sede
amministrativa: Corso Garibaldi -
85040 Rivello (PZ) -
Tel
338/3648223 Fax
0973/46352 P.
IVA 01429310764
Sito
internet:
www.uldericopesce.com
L’innaffiatore
del cervello di Passannante
(l’anarchico
che cercò di uccidere Umberto I di Savoia)
di
e con Ulderico Pesce
Musiche
dei Balcani e della tradizione contadina Lucana eseguite da Giuseppe Salomone,
Tiziana Gentilesca, Luca Fabrizio, Yuri Carriero, Michele Di Martino, Maurizio
Maio e Paolo Regina.
Note
di regia:
“Chi
non conosce la storia di Antigone?
Antigone
va a seppellire il corpo del fratello morto che, secondo la legge
emanata da Creonte, “deve rimanere insepolto, dilaniato dai cani e dai
corvi”. Antigone contro l’arroganza dell’uomo si appella alla legge
eterna, non scritta, del diritto alla sepoltura.
Oggi
credo di comprendere meglio il gesto di Antigone perché ho conosciuto la storia
di Giovanni Passannante. Anche i suoi resti, come quelli del fratello di
Antigone, vanno sepolti. Anche il suo cervello e il suo cranio, attendono dal
lontano 1910 una mano amica che li seppellisca. Quei resti che non sono rimasti
sulla strada, dilaniati dai cani, ma in un museo, dilaniati da occhi indiscreti.
La legge che li vuole in quella triste bacheca è una legge dello Stato. Quella
legge che si poggia sulle teorie fantasiose di un medico, il Lombroso, che
riteneva possibile l’esistenza del “criminale per nascita”.
Per
Lombroso tutti gli esseri umani nel cui cranio era presente la fossetta
occipitale mediana, nascevano criminali. Con questa storiellina lo Stato negli
ultimi quaranta anni del 1800 perseguitò il dissenso politico della gente
meridionale che chiedeva lavoro, strade, ospedali, scuole, igiene e diritti. Con
la storia della “fossetta” furono uccisi uomini che lottavano contro la
miseria e le ingiustizie.
Anche
Passannate aveva questa fossetta. L’uomo che con una lama di quattro dita
voleva uccidere il re Umberto I. Allo Stato Italiano non bastò internare in
manicomio la madre e i fratelli di Passannante. Non bastò rinchiudere
l’anarchico in una cella buia sotto il livello del mare sull’isola d’Elba
dove si ammalò, e dove cominciò a cibarsi dei propri escrementi. Non
soddisfatto, lo Stato, continuò a inveire sul suo corpo anche dopo la morte
avvenuta nel 1910.
Al
cadavere di Passannante fu tagliata la testa. Il cranio e il cervello esposti
nel museo criminologico di Roma dove ancora adesso possono essere “ammirati”
pagando 2 euro.
Ritengo
che questo nostro lavoro possa avere un senso solo se riesce a riportare
nella sua terra il cervello e il cranio di Giovanni Passannante per la
sepoltura.”
Il
testo è pubblicato da PianetaLibro Editore si
può acquistare orinandolo su questo sito alla voce “Video e Libri”.

