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L’innaffiatore del cervello di Passannante

(l’anarchico che cercò di uccidere Umberto I di Savoia)

di e con Ulderico Pesce

Musiche dei Balcani e della tradizione contadina Lucana eseguite da Giuseppe Salomone, Tiziana Gentilesca, Luca Fabrizio, Yuri Carriero, Michele Di Martino, Maurizio Maio e Paolo Regina.

Note di regia:

“Chi non conosce la storia di Antigone?

Antigone va a seppellire il corpo del fratello morto che, secondo la legge emanata da Creonte, “deve rimanere insepolto, dilaniato dai cani e dai corvi”. Antigone contro l’arroganza dell’uomo si appella alla legge eterna, non scritta, del diritto alla sepoltura.

Oggi credo di comprendere meglio il gesto di Antigone perché ho conosciuto la storia di Giovanni Passannante. Anche i suoi resti, come quelli del fratello di Antigone, vanno sepolti. Anche il suo cervello e il suo cranio, attendono dal lontano 1910 una mano amica che li seppellisca. Quei resti che non sono rimasti sulla strada, dilaniati dai cani, ma in un museo, dilaniati da occhi indiscreti. La legge che li vuole in quella triste bacheca è una legge dello Stato. Quella legge che si poggia sulle teorie fantasiose di un medico, il Lombroso, che riteneva possibile l’esistenza del “criminale per nascita”.

Per Lombroso tutti gli esseri umani nel cui cranio era presente la fossetta occipitale mediana, nascevano criminali. Con questa storiellina lo Stato negli ultimi quaranta anni del 1800 perseguitò il dissenso politico della gente meridionale che chiedeva lavoro, strade, ospedali, scuole, igiene e diritti. Con la storia della “fossetta” furono uccisi uomini che lottavano contro la miseria e le ingiustizie.

Anche Passannate aveva questa fossetta. L’uomo che con una lama di quattro dita voleva uccidere il re Umberto I. Allo Stato Italiano non bastò internare in manicomio la madre e i fratelli di Passannante. Non bastò rinchiudere l’anarchico in una cella buia sotto il livello del mare sull’isola d’Elba dove si ammalò, e dove cominciò a cibarsi dei propri escrementi. Non soddisfatto, lo Stato, continuò a inveire sul suo corpo anche dopo la morte avvenuta nel 1910.

Al cadavere di Passannante fu tagliata la testa. Il cranio e il cervello esposti nel museo criminologico di Roma dove ancora adesso possono essere “ammirati” pagando 2 euro.

Ritengo che questo nostro lavoro possa avere un senso solo se riesce a riportare nella sua terra il cervello e il cranio di Giovanni Passannante per la sepoltura.”

Ulderico Pesce

 

Il testo è pubblicato da PianetaLibro Editore si può acquistare orinandolo su questo sito alla voce “Video e Libri”.