Scanzano Jonico
pattumiera nucleare
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(ultimo aggiornamento : 21/03/2006 - last update 03/21/2006 )
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CARLSBAD, NEL NEW MEXICO L'entusiasmo, pressoché unanime, dei 27 mila abitanti di Carlsbad spiega come mai, dopo 25 anni di querele, studi e proteste ambientaliste (e ben 2 miliardi di dollari di spesa) il primo e unico deposito sotterraneo di scorie radioattive degli Stati Uniti sia riuscito ad aprire i battenti in questa ventosa cittadina di colletti blu nel deserto del New Mexico, 250 chilometri a Nord-Est di El Paso. Con la crisi della locale industria dei fertilizzanti, incapace di competere a livello internazionale, la città rischiava il collasso economico. «Abbiamo deciso di reinventarci un futuro - spiega il sindaco Bon Forrest - mettendo a disposizione del ministero dell'Energia la nostra miniera di salgemma. E trasformandoci nel centro mondiale del know-how atomico». Da quand’è stato inaugurato, nel marzo 1999, il «Waste Isolation Pilot Plant» (Wipp) è il business primario della città: 1700 impiegati a tempo pieno, per non parlare poi dell'impatto sul terziario. «Ciò spiega come mai nessun politico locale di destra e di sinistra abbia mai osato attaccarlo» spiega il sindaco Bob Forrest. Forrest è tra i tanti iscritti al partito democratico pronti a difendere le «virtù» della discarica che, assicurano, ha già eliminato oltre 41 mila bidoni da 220 litri l'uno contenenti vestiti, tappeti ed utensili contaminati di plutonio: il combustibile dei reattori nucleari e ingrediente chiave delle armi atomiche. Compattate in immensi contenitori d'acciaio inossidabile stipati in mega autocarri, queste «immondizie» partono ogni giorno da ben 23 siti militari del governo Usa - tra cui Los Alamos e Rocky Flats - per essere calate attraverso dei paranchi in appositi «letti» sotterranei, scavati nell’antica miniera di sale, a quasi mezzo miglio di profondità. «Abbiamo vinto la guerra fredda costruendo armi nucleari, ma non abbiamo mai ripulito i monumentali rifiuti di quella guerra - spiega l'ex ministro dell'Energia Bill Richardson, governatore del New Mexico - con la discarica di Carlsbad intendiamo onorare i nostri obblighi storici». Oggi, secondo le stime del governo Usa, ben 61 milioni di americani - ovvero un quarto della popolazione - vivono a 50 miglia da un deposito di scorie nucleari dell'esercito. Grazie a Carlsbad, entro il 2009 il numero scenderà sotto i 4 milioni. «Nei prossimi 30 anni - incalza Richardson - circa 175 mila metri cubi di scorie nucleari generate dall'alba dell'età atomica verranno seppellite a Carlsbad». Per Jesse Laman, che riceve 17 dollari e mezzo l'ora come saldatore di container contro i 15 guadagnati un tempo come meccanico in una fabbrica di fertilizzanti, il futuro è assicurato. «Il Wipp mi paga anche l'assistenza sanitaria e i contributi pensionistici» spiega. Ma per i suoi figli e i figli dei suoi figli, la prospettiva è meno rosea. «Non esiste ancora una tecnologia per rendere innocuo il plutonio - spiega l'ambientalista Robert Rosenfield - e nessuno può immaginare l'olocausto nucleare che potrebbe risultare dalla fuoriuscita accidentale di particelle radioattive a causa di un terremoto». |
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| Alessandra Farkas | |
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Fonte: Corriere della Sera on-line del 19/11/2003 |
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