Scanzano Jonico
pattumiera nucleare
NO GRAZIE
(ultimo aggiornamento : 21/03/2006 - last update 03/21/2006 )
IL FATTO
Tratto dal Consiglio dei Ministri n. 131 del 13/11/2003
Il Consiglio ha poi esaminato e
deliberato i seguenti provvedimenti:
su proposta del Presidente Berlusconi e dei Ministri dell’interno, della difesa,
delle attività produttive e dell’ambiente e tutela del territorio:
- un decreto-legge per l’immediata sistemazione in sicurezza dei rifiuti
radioattivi presenti sul territorio italiano, tramite la realizzazione di un
apposito Deposito nazionale localizzato ne comune di Scanzano Jonico, in
provincia di Matera. All’attuazione degli interventi urgenti e necessari per
tale localizzazione provvederà un apposito Commissario straordinario, che
proporrà anche le opportune misure di intervento territoriale e di carattere
finanziario per compensare i vincoli per il territorio interessato;
Fonte: Il Resto Del Carlino del
13/11/2003
SCORIE NUCLEARI
Sarà in Basilicata il deposito nazionale
Il Governo ha approvato la scelta di Scanzano Jonico. La Regione: "Non ne
sappiamo nulla". Il sindaco: "Non ci metteranno i piedi in faccia"
Roma, 13 novembre 2003 - Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto con
cui individua in Basilicata, a Scanzano Jonico, il sito nazionale per le scorie
nucleari accumulate dalla dismissione delle centrali italiane e da attività di
ricerca.
Il sito dovrebbe accogliere scorie di 2/a e 3/a categoria, quelle cioè di alta e
media durata. Il sito ha lo stesso quadro geologico di quello nazionale degli
Usa ed è considerato il migliore per le sue caratteristiche di stabilità,
secondo un'analisi del servizio geologico nazionale. Si tratta di trasportare
nel sito circa 60mila metri cubi.
Pronta la reazione negativa degli enti locali. La Regione Basilicata fa sapere
di non avere alcuna informazione sulla realizzazione a Scanzano Jonico (Matera)
del sito nazionale per il deposito delle scorie nuclearia.
Durissimo il sindaco della cittadina: «Noi no nsappiamo nulla, ma sappiamo che
non ci metteranno i piedi in faccia»: dice Mario Altieri: «Abbiamo già subito
millenni di invasioni e dominazioni e ci è assolutamente chiaro che questa volta
non assisteremo passivamente a questo supruso», ha aggiunto Alteri.
La scelta di Scanzano Jonico è legata alla speciale formazione geologica
dell'area. Formazione in pratica identica a quella scelta dagli americani per il
loro sito in New Mexico. A spiegare quale sia il modello scelto è la Sogin, la
società incaricata dal governo di gestire tutta la partita dei rifiuti
pericolosi e guidata dal commissario Carlo Jean. La decisione nasce da studi del
servizio geologico nazionale degli anni '70 e '80, valudati recentemente da un
panel di esperti internazionali ai quali si è rivolto il governo.
L'individuazione di questa formazione geologica «particolarmente favorevole e
stabile» risulta identica a quella dove dal 1999 gli Stati Uniti hanno
realizzato il deposito «Wipp» del New Mexico. L'analogia delle formazioni
geologiche, sottolinea la Sogin, «ci consente di sfruttare le esperienze e gli
studi condotti dagli americani per il New Mexico». Non solo. «Abbiamo anche i
primi 4 anni di esperienza degli americani per ottimizzare il nostro deposito».
Scanzano Jonico (Matera) è un paese di 6.711 abitanti nel metapontino, a poca
distanza da Nova Siri (Matera), dove è il Centro della Trisaia di Rotondella
dell'Enea sede dell'impianto Itrec, ultimato nel 1968, dove è stato praticato
per alcuni anni il riprocessamento di combustibile nucleare, nel campo del ciclo
uranio-torio.
Dopo il referendum del 1991 ed in conseguenza delle modifiche della politica
energetica nazionale, nel Centro è avvenuta una larga riconversione ed è stata
completata la solidificazione di tutti i liquidi radioattivi presenti nel
Centro. In una piscina di stoccaggio sono, invece, tuttora conservati 64
elementi di combustibile irraggiato provenienti dal reattore nucleare di Elk
River, mai trattati. Il centro è sorvegliato da un servizio di sicurezza sia sul
perimetro sia all'interno.
Dismesse da anni le operazioni legate al nucleare, oggi le attività all'interno
della Trisaia sono orientate verso altri settori, quali la protezione
dell'ambiente, le fonti rinnovabili di energia, lo sviluppo e l'applicazione di
tecnologie innovative, specie nel settore agroindustriale.
Link originale:
http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/art/2003/11/13/4936246