Quanti tipi di cittadinanza esistono?
Esistono tre tipi di cittadinanza: la cittadinanza per nascita, concessa per
Decreto del Ministro dell'Interno e concessa per Decreto del Presidente
della Repubblica.
Chi è cittadino per nascita?
Chi è nato da padre o madre cittadini italiani, o comunque figli di
cittadino italiano maschio. Agli effetti della cittadinanza, sono equiparati
ai figli naturali anche i figli riconosciuti o adottati da cittadini
italiani. Inoltre è cittadino per nascita anche chi è nato in Italia e i
suoi genitori sono cittadini di uno Stato la cui legge stabilisce che il
figlio non segue la cittadinanza dei genitori. Viene considerato cittadino
per nascita anche chi, purché minorenne, conviveva o convive con un
genitore che abbia acquistato, negli anni, la cittadinanza italiana. è
importante ricordarsi che se si è per discendenza d’origine italiana si
deve, comunque, sempre richiedere il riconoscimento della cittadinanza
italiana.
Quali certificati bisogna presentare per ottenere il
riconoscimento della cittadinanza italiana?
certificati italiani di nascita, matrimonio e morte
dell'ascendente maschio che possedeva la cittadinanza e che la
trasmette. Si possono richiedere al consolato, che trasmetterà la
richiesta all'ufficiale di stato civile del Comune di ultima residenza
del tuo avo. In ogni caso, si può tentare una ricerca personale per
ottenere questi importanti documenti
è necessario presentare gli stessi certificati
anche per tutti i discendenti in linea diretta dell'avo che aveva la
cittadinanza italiana, compreso il proprio certificato di nascita
certificato rilasciato dall'Autorità del Paese di
emigrazione, attestante che l’avo non si era naturalizzato alla data
di nascita dei figli
certificato consolare attestante la non rinuncia
alla cittadinanza da parte dell'avo e dei suoi discendenti, compreso te.
Dove bisogna presentare la documentazione?
I certificati devono essere consegnati presso il Consolato italiano della
città in cui si risiede.
Quali sono le altre possibilità di diventare
cittadino italiano?
Sono tre:
si può chiedere che la cittadinanza venga concessa
per Decreto del Ministro dell'Interno. Oltre ad avere ascendenti che
hanno avuto la cittadinanza italiana ma l'hanno perduta o vi hanno
rinunciato, si deve o prestare effettivo servizio militare per lo Stato
italiano oppure essere assunto come impiegato dello Stato italiano,
anche all'estero. In questo modo si dovrà dichiarare di voler
acquistare la cittadinanza prima di iniziare il servizio militare o
all'atto dell'assunzione.
sempre per Decreto del Ministro dell'Interno, si
diventa cittadini italiani se si è sposati da almeno tre anni, senza
interruzioni dovute a separazione legale, scioglimento, annullamento o
cessazione degli effetti civili del matrimonio, con una cittadina
italiana.
si può chiedere che venga concessa la cittadinanza
per Decreto del Presidente della Repubblica, cioè la cittadinanza per
naturalizzazione, che prescinde dall'esistenza di ascendenti italiani.
Per ottenerla bisogna o aver prestato servizio, anche all'estero, per
almeno 5 anni alle dipendenze dello Stato; oppure aver reso
"eminenti servizi all'Italia". Entro sei mesi dalla notifica
di questi decreti, si deve prestare un giuramento: ossia si deve giurare
di fronte al console fedeltà alla Repubblica e osservanza della
Costituzione e delle leggi dello Stato.
In questi ultimi casi, quali certificati bisogna
presentare? In ogni caso:
atto di nascita;
stato di famiglia;
certificazione penale rilasciata dagli Stati
stranieri di origine e di residenza
certificato penale dell'autorità giudiziaria
italiana
certificato di stato di famiglia o documentazione
equipollente
certificato di residenza.
Nel caso in cui si chieda la cittadinanza italiana in conseguenza del
matrimonio:
certificato di cittadinanza italiana del coniuge
copia dell'atto di matrimonio o l'estratto per
riassunto dai registri di matrimonio rilasciato dal comune italiano
presso il quale è stato trascritto l'atto.
Nel caso in cui si domandi la cittadinanza italiana per D.P.R.:
copia delle dichiarazioni dei redditi;
certificato di svincolo dalla cittadinanza di
origine;
copia del passaporto.
Si ricordi che tutti i certificati devono essere scritti in lingua italiana,
con traduzioni autenticate per i certificati del Paese estero. Grazie alle
leggi sulla semplificazione amministrativa, alcuni di questi certificati,
quelli che si riferiscono allo stato civile italiano, possono essere
sostituiti da un'autocertificazione in cui ci si assuma la responsabilità
di quanto dichiarato.
Se viene riconosciuta o dichiarata la cittadinanza
italiana, si perde la cittadinanza del Paese di residenza?
La Legge n.91/1992 consente il possesso della doppia cittadinanza, salvo che
in caso di naturalizzazione, nel qual caso si deve presentare una rinuncia
alla cittadinanza originaria. Allo stesso modo non si può possedere la
doppia cittadinanza se si è cittadini di uno dei Paesi firmatari della
Convenzione di Strasburgo del 1963, cioè Austria, Belgio, Danimarca,
Germania, Lussemburgo, Norvegia e Svezia. Inoltre, l'Accordo di cittadinanza
italo - argentino del 1971 prevede che il cittadino italiano per nascita
possa acquisire la cittadinanza argentina senza perdere quella italiana,
rispetto alla quale però restano sospesi tutti i diritti connessi (i
diritti pubblici e privati, la protezione diplomatica, il rilascio di
passaporti, i diritti politici, civili, sociali e del lavoro), che vengono
regolati dalle leggi argentine. Tali diritti vengono ripristinati se si
trasferisce la cittadinanza in Italia: in questo caso restano sospesi i
diritti argentini. Come si vede, è una disciplina in origine piuttosto
penalizzante: ma un successivo accordo tra l'Italia e l'Argentina l'ha in
parte modificata, concedendo la possibilità di presentare al consolato una
dichiarazione di revoca della decisione di avvalersi dell'Accordo. In ogni
caso, l'Argentina fa parte di quegli Stati che, in caso di acquisto di altra
cittadinanza, sospendono l'esercizio di alcuni diritti, in questo caso di
quelli politici. Per questo motivo, è meglio informarsi bene sulle leggi
del proprio Paese che regolano la doppia cittadinanza: in alcune casi, è
possibile che si debba essere costretti a scegliere fra le due cittadinanze.
È possibile che venga rifiutato il decreto di
concessione della cittadinanza?
Se il consolato, quando controllerà tutta la documentazione presentata,
rileverà qualche falso, non solo verrà rifiutata la cittadinanza, ma verrà
anche aperto un procedimento penale.
Vi sono anche altri motivi per cui la cittadinanza può essere rifiutata:
se il richiedente è stato condannato in Italia per
un delitto contro la personalità dello Stato italiano (libro II, titolo
I, capi I, II e III del codice penale italiano)
se è stato condannato in Italia per un delitto non
colposo per il quale la legge prevede la pena non inferiore ai tre anni
di reclusione
se è stato condannato all'estero per un reato non
politico a più di un anno di reclusione e la sentenza del giudice
straniero è stata riconosciuta in Italia
In pendenza di procedimento penale per uno dei reati di
cui ai punti a) e b), la domanda viene bloccata fino alla conclusione del
procedimento penale, così come fino al riconoscimento giudiziale della
sentenza straniera di cui al punto c). Se dopo cinque anni dall'emanazione
del decreto che la respinge è avvenuta la riabilitazione, è possibile
riproporre la domanda per diventare cittadino italiano.
In quali casi si può perdere la cittadinanza
italiana acquisita?
se si accetta un impiego pubblico o una carica
pubblica da uno Stato o ente pubblico estero (compreso quello in cui si
risiede) o da un ente internazionale cui non partecipa l'Italia
se si presta servizio militare per uno Stato
estero, compreso quello in cui si risiede, che non abbia stipulato con
l'Italia convenzioni riguardanti tale materia.
La perdita della cittadinanza non è automatica: il
Ministero dell'Interno invierà all’interessato un decreto nel quale
intima di lasciare l'impiego, la carica o il servizio militare, fissando un
termine. Se questo scade senza che obbedito all'intimazione, si perde la
cittadinanza.
È possibile riacquistare la cittadinanza?
Si, ma solo attraverso una di queste vie:
prestando servizio militare per l'Italia,
dichiarando di voler riacquistare la cittadinanza
tramite assunzione come impiegato pubblico alle
dipendenze dello Stato italiano, dichiarando di voler riacquistare la
cittadinanza
dichiarando di volere riacquistare la cittadinanza
e stabilendo la residenza in Italia entro un anno dalla dichiarazione
risiedendo da almeno un anno in Italia
se l'hai persa perché non hai obbedito
all'intimazione del Ministro dell'Interno: in questo caso puoi
dichiarare di voler riacquistare la cittadinanza, ma devi risiedere in
Italia da almeno due anni e provare di aver abbandonato la carica che ti
aveva fatto perdere la cittadinanza.
È possibile rinunciare alla cittadinanza italiana?
Si, ma in seguito si potrà riacquistare solo per matrimonio con un
cittadino italiano o per Decreto del Presidente della Repubblica.
A chi bisogna presentare i certificati?
L’interessato dovrà consegnare i documenti all’autorità consolare
competente per il territorio dove risied, che entro trenta giorni dovrà
trasmettere la domanda, insieme alla documentazione, al Ministero
dell'Interno italiano. Tutto quello che riguarda o modifica il tuo stato
civile per l'Italia (ad esempio, il tuo matrimonio), dovrai comunicarlo al
consolato. Al consolato dovrai comunicare anche di aver acquistato la
cittadinanza di un altro Paese, o di aver rinunciato a quella italiana. Se
non lo fai entro 3 mesi dall'acquisto o dall'opzione, rischi una sanzione
amministrativa da lire duecentomila a due milioni.
Cosa succede se la documentazione è insufficiente?
Il consolato inviterà l’interessato a produrre, entro 30 giorni, la
documentazione mancante dando le indicazioni necessarie.
Come si riacquista la cittadinanza perduta?
Bisogna presentare questi certificati:
atto di nascita rilasciato dal Comune italiano
presso il quale questo atto risulta trascritto
documentazione da cui risulti il trascorso possesso
della cittadinanza italiana
documentazione relativa al possesso della
cittadinanza straniera, o allo status di apolide